Il nemico della domenica

Forse per adeguarsi all’atmosfera rilassata del paese, quest’anno le polemiche sul premio Strega partono preventivamente, quando ancora non è nemmeno chiaro chi e se parteciperà alla contesa letteraria più famosa e denigrata d’Italia. Lo scrittore e votante “amico della domenica” Emanuele Trevi scopre, con una ventina d’anni di ritardo, nientemeno che i candidati sono “scelti dalle case editrici”, e che “molti giurati sono stipendiati dagli stessi editori che poi gli chiedono il voto”. Chi l’avrebbe mai detto? Nel paese in cui, come diceva Mario Missiroli, “non si può fare la rivoluzione perché ci conosciamo tutti”, inutile sperare che si possa metter su una gara leale tra romanzieri.
12 AGO 20
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Forse per adeguarsi all’atmosfera rilassata del paese, quest’anno le polemiche sul premio Strega partono preventivamente, quando ancora non è nemmeno chiaro chi e se parteciperà alla contesa letteraria più famosa e denigrata d’Italia. Lo scrittore e votante “amico della domenica” Emanuele Trevi scopre, con una ventina d’anni di ritardo, nientemeno che i candidati sono “scelti dalle case editrici”, e che “molti giurati sono stipendiati dagli stessi editori che poi gli chiedono il voto”. Chi l’avrebbe mai detto? Nel paese in cui, come diceva Mario Missiroli, “non si può fare la rivoluzione perché ci conosciamo tutti”, inutile sperare che si possa metter su una gara leale tra romanzieri (ma quando mai è stato possibile? In quale aureo periodo delle patrie lettere è mai accaduto, visto che lo Strega nasce proprio come colto gioco salottiero tra amici e amici degli amici, e il suo imperituro fascino, alla fine, è tutto negli intrighi, nei colpi di scena e nei colpi bassi, a prescindere dal “criterio culturale di qualità” invocato da Trevi?). Lui, irremovibile, annuncia a Repubblica che non-ci-sta-più: quest’anno nessuno lo vedrà dalle parti di casa Bellonci, in via Fratelli Ruspoli, e tantomeno vagolante “nella splendida cornice del Ninfeo di Villa Giulia” (dove, lo scorso anno, l’amico della domenica e concorrente Trevi sfiorò la vittoria con “Qualcosa di scritto”, solo un paio di voti in meno del vincitore Alessandro Piperno, con “Inseparabili”).
Ora che non ci sono più, a trattenerlo, né la patronessa dello Strega Anna Maria Rimoaldi né lo scrittore Cesare Garboli (strano: nemmeno loro avevano detto a Trevi come funzionava?) a far cambiare idea all’ormai ex amico della domenica non basterà la notizia che anche il momento topico del premio, il voto, si adeguerà da quest’anno ai tempi grillini di trionfo della rete. Con l’edizione 2013, infatti, sarà a disposizione dei votanti un sistema telematico, “attraverso un’area riservata agli Amici della domenica, il corpo elettorale del Premio, che sarà attivata in tempo utile sul sito web”. Il voto online, promette l’organizzazione, “sarà di facile utilizzo, oltre che sicuro e anonimo”. Brividi assicurati, dunque. La trasparenza è noia, evviva lo Strega.